BLOG Andrea Secci

Quando giochi in casa, le serate diventano imprevedibili

Quando si gioca in casa, di solito, si dovrebbe stare tranquilli.
Non è così invece nel mio lavoro, perché “giocare in casa” significa avere di fronte un pubblico con tante facce amiche. In quei casi, l’emozione di voler fare bene ad ogni costo si amplifica, più della voce che esce dalle casse.

E’ andata così qualche giorno fa. Sono stato chiamato, con la mia radio, ad animare la Notte Blu della mia città e non è stato per niente facile.

Nonostante l’esperienza nei locali più in voga della costa (cito il Beach Club del Cinquale, giusto per elencarne uno dei più attuali), la diretta sul proprio territorio ha avuto un sapore particolare, che mi ha ridato quel senso di emozione incontrollabile, che assaporavo agli inizi della carriera.

Tra le centinaia, anzi, migliaia di persone intervenute, riconoscevo visi e sorrisi che non rivedevo da un po’. In tanti si avvicinavano a salutarmi, anche solo per un abbraccio o una stretta di mano, a regalarmi quella carica che solo una notte estiva sa proporre.

C’è anche chi mi ha infilato nei jeans un biglietto, con su scritto un numero di cellulare. A quella ragazza, splendida nel suo tubino nero e arrampicata su un vertiginoso tacco 12, vorrei fare una domanda: “Ma perché, componendo quel numero, risponde sempre una voce maschile?”.

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