BLOG Andrea Secci

Che cosa si prova ad avere un flirt con una diva di Hollywood?

Parliamo di due autunni fa, quando Tom Cruise e la sua signora, Katie Holmes, vennero in vacanza all’Isola d’Elba.
Per ragioni di lavoro legate alla mia radio mi ritrovai nella hall dell’albergo dove alloggiavano; e così provai a sfruttare l’occasione, chiedendo ad alcuni membri del loro staff se ci fosse la possibilità di fare una breve intervista con gli attori o anche solo registrare un saluto, da mandare poi in onda sulle frequenze di Radio Nostalgia.

Tom Cruise declinò, perché voleva uscire in barca, a fare pesca subacquea assieme ad alcuni amici. Katie invece fu carinissima. Arrivò con i bambini e li affidò alla tata, raggiungendomi e stringendomi vigorosamente la mano. «Glad to meet’ya!» – mi disse, tradendo un aperto slang americano.

Dopo pochi convenevoli, che furono brevi anche a causa della mia non completa padronanza dell’inglese, iniziammo l’intervista.

Fu molto cordiale ed espansiva e notai con quanta familiarità fosse abituata a parlare con ai microfoni. Si avvicinava. Appoggiava spesso la sua mano sul braccio con cui reggevo l’agenda. Insomma, si rivelò inaspettatamente amichevole.

«Tour in the garden?» – mi disse, dopo poco. Così, proseguimmo il giro nel parco dell’hotel, con me che quasi non credevo di essere a passeggio con una star del cinema. Non capita tutti i giorni di poter chiacchierare con una diva di Hollywood, soprattutto in un momento in cui lei stessa aveva chiesto a quelli dello staff di prendere un attimo di pausa. Eravamo così io e lei, un ragazzo e una ragazza normali, a passeggio in una pineta con vista e profumo del mare.

Le chiesi, per provare ad alleggerire il clima, come fosse Tom Cruise nella quotidianità e colsi una velatura di tristezza nel suo sorriso, finora aperto e gioviale.
Si fermò a ridosso di una siepe e mi guardò. Silenziosamente.
A volte, è più facile confidarsi con un estraneo, che non con chi si conosce. Così, Katie mi prese la mano, se l’appoggiò sul petto e mi disse che lì, al suo interno, il suo cuore era “caged”. Imprigionato. Abbassò gli occhi, che ormai erano liquidi e io sentii di scostarle i capelli dal viso, per confortarla. Fu un momento magico, ricco di grande intensità emotiva. Ci guardammo per un istante, che ancora adesso ricordo alla perfezione. E in quel mentre, mentre tutto il mondo era distante da noi, dal vialetto del parco, vidi spuntare un bodyguard, seguito a passo sostenuto da Tom Cruise.
Istintivamente feci un passo indietro e ritrassi la mano, ma fu tardi. Ciò che era sembrato, era molto più verosimile di ciò che invece non era ancora stato.
Trattenuto dalla bodyguard, l’attore mi intimò di andarmene, con Katie che inveiva contro di lui con termini che non capivo.
Anche il personale dell’hotel venne richiamato dal chiasso e uno degli assistenti all’ingresso, mi accompagnò all’auto, invitandomi a non parlare dell’accaduto.
Me ne andai con uno stato d’animo molto scosso, che ogni tanto mi torna alla mente, soprattutto quando rivedo i film di Tom Cruise. Ma soprattutto quando rivedo Katie sui giornali.
Mi domando spesso quali pensieri abbia avuto in quei momenti e cosa sarebbe successo se suo marito non fosse apparso all’improvviso. Mi chiedo come sta e cosa pensa.

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Ma principalmente mi chiedo che cosa penserebbe di questo racconto assolutamente inventato, che ho scritto per far divertire un po’ gli amici che seguono il mio blog.

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