BLOG Andrea Secci

E si torna a scuola….

In questi giorni le scuole stanno aprendo i propri cancelli sul nuovo anno scolastico e io rammento ancora oggi l’ansia che questo periodo dell’anno mi ha sempre messo addosso.Iniziavo ad agitarmi già ad agosto, quando entrando nei supermercati si annusava l’odore degli zaini e dei quaderni nuovi.
Per carità, a scuola ci andavo molto volentieri, ma era lo starci che mi piaceva un po’ meno.
Sono sempre stato un po’ una capra, perché trovavo noiose le varie materie. Me la cavavo bene in ciò che mi piaceva, come in storia, in chimica o in fisica. Detestavo (e detesto) matematica e scienze. Passavo ore a chiedermi cosa ci fosse d’interessante nel comprendere la struttura molecolare delle rocce. In fondo, per me, erano tutti sassi.
Ricordo un professore che con me si divertiva molto, anche (e soprattutto) quando non ero preparato. Io, nel registro, ero il numero 21 e lui, pur pescando a caso, riusciva a beccarmi sempre. Veniva il 13? “Secci, vieni tu”. Veniva il 18? “Sentiamo… Secci”.
E si fregava le mani, mentre mi bombardava con una sfilza di domande, a cui io provavo a tenere testa. Fu quella la mia prima palestra d’improvvisazione. Arrivavo a parlare a vanvera anche per mezz’ora e qualche volta riuscivo a razziare l’agognata sufficienza, datami più per l’impegno espositivo, che non per i contenuti di ciò che millantavo di sapere.

Il mio percorso scolastico mi ha portato anche alla scuola privata dai Salesiani, dove il punto più alto che raggiunsi fu l’organizzazione di una festa in palestra, per il preside dell’istituto. Lì mostrai a tutti la mia vera indole da animatore in erba (si dice così, non c’è alcun riferimento al fumo).
Erano gli anni a cavallo tra il 1992 e il 1993, quando impazzava il brano “Dur dur d’etre bene”, di Jordy. Sembra una vita fa. Ma forse lo è davvero.

Che dire, quindi, ai ragazzi che stanno per affrontare un nuovo anno di studio? Semplice: buona scuola a tutti. E ricordate: oggi forse lo studio può apparirvi come una noia (anche a me sembrava così), ma imparare è il primo passo per costruire il futuro che vorrete.

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