BLOG Andrea Secci

A sto giro, mi ha buttato fuori di casa…

Ed eccomi qua, pronto a raccontarvi un altro fatto, niente di grave, tranquilli….

 

«Andrea, stasera le amiche passano a trovarmi…». Aly è tutta contenta, in vista della serata “per sole donne” che sta per affrontare.
«Lo so, me lo ricordo – rispondo io – Non serve che me lo dici due volte al giorno. Stasera arrivano le tue comari e io dovrò sloggiare…».
«Bravo!» – fa eco lei, dalla cucina…
«Posso stare ad ascoltarvi?» – chiedo io…
«Non se ne parla nemmeno!» – tuona imperiosa, lei.
Le rispondo con lo schiocco di un bacio, mentre medito ambiguamente.
Arrivano così le sette di sera, e a me non rimane che indossare il giubbotto e allontanarmi. «Allora io andrei…» – le dico.
«Sì, sì.. vai, su…9 – si sbriga a rispondermi, accompagnandomi all’uscio.
In un attimo mi ritrovo al fresco della sera. Salgo in auto e saluto Aly, che dall’ingresso mi guarda allontanarmi.
Svolto dietro al primo isolato.
Fermo la macchina.
E immediatamente faccio inversione, tornando verso casa, ma parcheggiando nel vicolo sul retro.
Zitto come un topo, infilo lentamente la chiave nella serratura e sgattaiolo all’interno. Sento Penelope che sta ultimando i preparativi in cucina e mi dirigo al piano di sopra, da dove mi dedicherò alla subdola arte dell’origliare.
Voglio farle uno scherzo, che consiste nel comparire all’improvviso proprio mentre le sue amiche sono in piena chiacchiera.
Aspetto alcuni minuti, dopodiché il campanello suona ed entrano tre chiassosissime donne.
Bacini-bacetti, salutano Aly e si dirigono in cucina con lei, per prendere il cibo da portare in salotto, dove consumeranno la cena.
Io, dal pianerottolo (che si trova proprio sopra al salotto), sogghigno felice, nascosto sultano di quell’improvvisato harem.
Le signore si accomodano ed iniziano a parlare di cose da donne.
E di lì a poco, eccole scivolare nel discorso principe: il rapporto coi maschi!
Che noi maschietti diventiamo poco eleganti quando si parla di donne è un dato di fatto. Ma anche il gentil sesso, non è da meno, quando si ritrova in branco…
Sto per entrare in scena, quando la conversazione scivola nell’hard, con particolari intimi che mi vergogno a riportare, ma che mi divertono assai.
Decido di restare in ascolto ancora un po’, quand’ecco che la chiacchierata si sposta sui difetti dei rispettivi compagni.
Tra fidanzati che russano ed emettono altri rumori notturni, mariti coi peli nel naso e calzini abbandonati a casaccio per la casa (non capiscono, le donne, che quest’ultima cosa la facciamo per farle divertire con una sorta di “Caccia al tesoro”), ecco che arriva il turno di Aly.
«Andrea, beh… ha molti difetti!» – inizia.
Arrossisco, e resto in ascolto…
Forse è troppo tardi per il mio ingresso plateale.
«E’ molti sbalzi di umore. E’ dispettoso come una scimmia. Strizza il tubetto di dentifricio nel centro. E soprattutto, quando mangia la cioccolata, si pulisce le dita sotto al divano. Crede che non lo veda, ma lascia certe strisciate…»
Sono imbarazzatissimo. Vorrei intervenire e dirle di smettere, ma in quel caso aggiungerei un altro difetto alla lunga lista che sta facendo: verrei additato come ficcanaso!
«Devo poi dire un’altra cosa» – sussurra Aly, tra gli sghignazzi delle amiche.
Scende il silenzio, tra la curiosità di sapere.
«Sono tanti i difetti di Andrea – continua lei – Però non lo cambierei per niente al mondo. Perchè quei difetti fanno parte di lui».
Alle sue parole, mi sento sciogliere dentro, così come le sue amiche, che con un “Oooohhh” ammirato salutano le parole tinte di rosa, appena ascoltate.
Decido di depennare il mio ingresso in sala. Stasera Aly non merita i miei dispetti.
Aspetto in camera da letto che le signore abbiano finito, poi, approfittando del loro trasferirsi in veranda per fumare, scendo ed esco dal retro, dove poco prima avevo parcheggiato la macchina.
Parto a razzo. E’ un po’ tardi, ma riesco comunque a trovare dei fiori.
Aspetto un po’ di tempo e al mio rientro, le amiche di Aly non ci sono più.
Lei è felice e rilassata per la serata passata e non si aspetta di vedermi con un mazzo di fiori.
«E questi per chi sono?!» – chiede lei, presa alla sprovvista.
«Per te. Per ricordarti quanto sei importante per me. E per domandarti scusa dei mille difetti che ho…».
Aly mi bacia e si lascia stringere in un abbraccio.
Poi si distacca di botto: «Andrea?! Non hai messo una cimice in casa, vero?!» – mi domanda stizzita.
«Amorino… – rispondo io, ridendo come una iena – ma che ti viene in mente…?!».
Lei sorride ed io la tiro verso di me, abbracciandola e tirando un sospiro di sollievo.

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