BLOG Andrea Secci

E svegliarsi la mattina….

Che zuffe, ogni mattina quando dobbiamo uscire di casa!
C’è una pubblicità, in Tv, dove al suono della sveglia marito e moglie si sgomitano per chi arriva prima a fare colazione coi cereali.

Ecco, tra me e Aly le sgomitate ci sono; ma solo quelle che io dò a lei nel tentativo di farla alzare da letto, quando gli tocca il turno della mattina al bar, ovvero si alza alle 5.00!

Intendiamoci, a me piace dormire; ma restare nel letto “un minuto in più” non fa altro che posticipare l’agonia dell’alzarsi. Così, quando la sveglia emette il primo ronzio, allungo il braccio e la zittisco. Poi, appoggio i piedi sullo scendiletto e mi alzo, trascinandomi in bagno.

Non son certo euforico come Cannavaro ai Mondiali del 2006, ma mi affido alla rassegnazione e procedo.
Non sempre sento la sveglia, ma quando non avviene è perchè il mio russare ne copre il suono…
Lei, al mattino, dorme come un triceratopo nel periodo del letargo giurassico. Per lei la radiosveglia è solo un soprammobile luminoso sul suo comodino e da come reagisce quando suona, posso affermare con certezza che quasi le concilia il sonno.

Prima di entrare in bagno la chiamo una prima volta e lei, con un verso facilmente attribuibile al triceratopo di cui sopra, mi fa capire che il mio input è arrivato a destinazione.

In realtà mente, perchè io faccio in tempo a stare sul cesso una ventina di minuti, controllare i social, farmi la doccia, la barba, a vestirmi e a preparare la colazione, che il suo ronfare perdura indisturbato!

Bonariamente e amorevolmente, allora, mi avvicino alla parte del letto dove dorme lei.
Le accarezzo i capelli la bacio e la chiamo una seconda volta.

Se riesco a schivare il morso alla mano, tento con un massaggio sui fianchi a mo’ di solletico. Poi accendo la luce grande. E lì si scatena il putiferio. Il triceratopo si trasforma in Tyrannosaurus Rex e le imprecazioni oscurano il cielo, poco prima che lei prenda le lenzuola e si copra interamente.

Intanto le lancette dell’orologio scorrono e un contratto firmato anni prima dice chiaramente che l’orario di lavoro va rispettato.

Così torno alla carica e inizio a sfilare le coperte dal basso; subito, l’essere dormiente che di giorno risponde al nome di Aly, si rannicchia come un ragno. Solo i piedini escono dal gomitolo umano, ma le palpebre restano abbassate come le saracinesche del meccanico, quando l’auto si guasta.

A quel punto, si passa alle maniere forti e letteralmente la sollevo dal materasso e la puntello in posizione verticale. E’ in quel frangente che apre mezzo occhio, manco fosse Polifemo con l’orzaiolo, e mi passa davanti con fare bizzoso, guadagnando il bagno al rallentatore.

Uff… anche per oggi è andata e siamo riusciti ad uscire di casa in tempo, ovvio avevo messo l’orologio un’ora avanti.

Per domani, si accettano scommesse…!

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