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I DADI dell’Eros

Entra in casa con una grossa busta rossa, Aly, su cui c’è scritto “Sexy Shop”.

Saltella e zompetta e nel prendermi la mano mi trascina in sala, quindi mi fionda sul divano e inizia a scartocciare i pacchetti.
Non per essere il solito prosaico, ma mi viene spontaneo domandarle come le sia venuta in mente l’idea di infilarsi in un sexy-shop.

La risposta dell’amica che deve fare l’addio al nubilato è fin troppo scontata…

Estrae dalla busta due scatole delle dimensioni di due palloni da calcio. Solo che contengono due cubi: uno rosa e uno azzurro.

Sono i famosi Dadi dell’Amore e Aly vuole immediatamente provarli.

«Come funzionano?» – le chiedo.
Lei, sbuffando a danno della mia ignoranza in merito, mi lancia addosso una sorta di libretto d’istruzioni, mentre si dedica a guardare per bene ogni singola faccia dei dadi.

Leggendo qua e là apprendo che il gioco lo si fa in due, ma fin qui ci sarei arrivato anche ad intuito. Proseguendo la lettura del foglino illustrativo, vedo che l’argomento si fa più interessante: capisco che l’uomo deve sempre lanciare il dado azzurro, mentre la donna deve lanciare quello rosa.

Sul primo cubo, quello azzurro, sono riportate sei “cose” che l’uomo deve fare alla donna, mentre su quello rosa ci sono quelle che la donna deve fare al compagno di giochi.

Nella confezione, per rendere meno monotono il tutto, ci sono anche nuove carte plastificate per poter cambiare le facciate del cubo!

Non resta che giocare!
Afferro il dado azzurro e lo lancio.

Corre, ruota su se stesso, rimbalza contro il radiatore e resta immobile.

La faccia in alto è quella a cui ci si deve ispirare e al lancio d’esordio mostra l’azione da intraprendere…
Risolta “la pratica”, la palla (o meglio, il dado) passa ad Aly, che lo lancia con eccitazione e rilassatezza allo stesso tempo…

La figura uscita mostra un uomo legato al letto che viene frustato da una panterona in guepiere e stivaloni.
…e mentre lei si sfila la cinghia, fuggo in camera e mi chiudo dentro, domandandomi se non sarebbe meglio dedicarsi a cose più tradizionali.

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