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Viaggiare in treno, a volte ha i suoi vantaggi

Viaggiare in treno ti porta spesso a dormire, guardare fuori da finestrino e a volta captare le storie di quei mille volti che incontri in un viaggio che può essere breve o lungo a seconda di cosa si tratta. E della tratta.

Oggi mentre viaggiavo in treno per Roma con Aly, in un momento che ho staccato le cuffie dalle mie orecchie, ho ascoltato involontariamente una telefonata di un signore ben vestito, un dirigente di banca, probabilmente, che stava chiamando la figlia.

“Un altro padre lontano da casa” – ho pensato tra me e me.

Chiedeva alla figlia cosa stesse facendo, se aveva mangiato, se aveva fatto i compiti e se gli serviva una mano con il ripasso di Francese. All’indomani sarebbe infatti tornato a casa ed era disposto ad aiutarla.

Della scuola, forse, a quell’uomo non gliene fregava un granché.
Aveva solo voglia di vedere sua figlia, che chissà per quale motivo non vedeva da tempo.
Ogni volta che incontriamo qualcuno e lo vediamo scazzato, nervoso o scoglionato, chiediamoci il perché.

Le ragioni che possono nascondersi dietro ad un’apparente scontrosità, possono avere radici molto profonde.

Io provo a farlo spesso e a volte la mia curiosità mi porta spesso a leggere i loro gesti e la loro vera intenzionalità.
…Un po’ alla “Lie to Me”, telefilm che ho ricominciato a vedere da capo, lo scorso week end su NETFLIX.

Meditate, gente, meditate…


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